Roccere Valle d’Aosta

Si trova all’ingresso del giardino, introduce subito il visitatore nell’ambiente tipico di queste montagne, riunisce le specie più rare e interessanti dell’ambiente alpino di alta quota. Tra queste anche molti endemismi cioè piante che, rimanendo isolate dalle alte montagne, con una situazione climatica diversa, si sono differenziate in modo autonomo dalle specie che le hanno generate.

Qui troviamo il Leontopodium alpinum: la stella alpina che tutti conoscono e molti pensano erroneamente sia il fiore più raro delle nostre montagne, potete notare altri fiori meno noti, ma ancora più difficili da incontrare come l’Eritrichium nanum, piccolo non-ti-scordar-di-me delle morene, o il Lilium martagon, con il suo aspetto regale, chiamato anche Riccio di dama per la forma dei suoi fiori, si impone alla vista e viene facilmente notato quando lo si incontra in natura. Girando intorno alla prima roccera, davanti allo chalet, è da notare, sempre considerando i fiori rari, la Centaurea triumphetti grosso fiordaliso azzurro di montagna.

Rare ma di grande bellezza sono anche: Lychnis alpina, che cresce sul pascolo alpino alle quote più elevate; Lychnis flos-jovis, tipica di ambienti più secchi, ma a quote minori; la Campanula thyrsoides e, rarissima, la Paeonia officinalis, che in Valle d’Aosta si trova localizzata ormai solo in due zone inaccessibili della bassa Valle. Infine, per non fare un elenco troppo lungo, possiamo ancora citare l’Aquilegia alpina.
Ma anche il Genepy del quale vengono utilizzate, a scopo aromatico, due specie: il “maschio” (Artemisia genipi) e la “femmina” (Artemisia umbelliformis) usate come digestivi, rispettivamente sul versante italiano e svizzero delle Alpi, tali specie, protette, sono soggette a raccolta regolamentata.

Aggirandovi intorno alle prime roccere avrete già notato la presenza di cartellini di colori diversi. Esiste un codice dei colori usato in questo giardino, che rispecchia alcune caratteristiche botaniche delle piante indicate: il giallo indica le specie presenti in Italia, il bianco indica le specie esotiche, ovvero non presenti in Italia, mentre il rosso indica le specie velenose o con proprietà officinali, indipendentemente dalla loro provenienza.

Per esempio il Veratrum album pianta velenosa è da osservare molto attentamente, poiché può essere confusa con la Gentiana lutea. La radice radice di quest’ultima ha proprietà digestive, si riconosce per le foglie sempre opposte (cioè due foglie affacciate che si dipartono alla stessa altezza sullo stelo) con cinque nervature divergenti verso il bordo e non sono mai pelose. Al contrario, il Veratrum album ha foglie alterne (cioè disposte non a coppie, ma a diverse altezze sullo stelo) le nervature sono numerose e parallele (convergenti all’apice della foglia), con una fitta peluria sulla parte inferiore. Quando le specie sono in fiore risulta invece molto facile distinguerle: il Veratro ha fiori piccoli e verdastri disposti a spirale, mentre la Genziana li ha gialli e più grossi, disposti a cerchi concentrici.

Immagine di copertina: ©Antonio Furingo

 

 

Schede piante: Valle d’Aosta

Famiglia: THYMELAEAECEAE

Nome volgare: Fior di stecco

E’ un piccolo arbusto che fiorisce al primo sciogliersi della neve.
La pianta è alta da 30 a 70 centimetri, il fusto è eretto e ramificato, con corteccia grigiastra. Le foglie sono semplici, intere e alterne e si sviluppano dopo la fioritura. Il fiore è formato da 4 petali saldati in tubo nella parte inferiore.

Il frutto del Fior di stecco è una drupa rosso brillante di circa 1 centimetro di diametro, è molto velenosa per i mammiferi, se ingerita, ma non per gli uccelli.

L’arbusto fiorisce tra aprile e giugno; vive nei boschi, nei pascoli e nei luoghi sassosi, da 500 fino a 2600 metri ed è frequente in Valle d’Aosta e sulle Alpi.

Famiglia: SCROPHULARIACEAE

Nome volgare: Digitale gialla minore

La Digitalis lutea appartiene alle famiglia delle Scrophulariaceae, è una pianta perenne, può essere alta da 50 a 100 centimetri, con foglie ovali lanceolate, le basali sono dentate, molto più grandi di quelle lungo il fusto. L’infiorescenza è formata da molti fiori gialli somiglianti a campanelle, quasi tutti rivolti in un senso. La Digitale gialla vive nelle radure boschive tra 800 e 1600 metri di altitudine, la si può ammirare in fiore tra giugno e luglio.

Questa pianta ha proprietà cardiotoniche, i suoi principi attivi agiscono sul muscolo cardiaco. Le preparazioni devono essere somministrate solo dietro rigorosa prescrizione e continuo controllo medico poiché i medicamenti a base di digitale possono originare fenomeni di intossicazione ed avvelenamento. Contiene una sostanza, la digitalina, non ancora sintetizzata in laboratorio.

Molto simile ad essa è la Digitalis purpurea, una pianta bienne, un po’ più alta e dai fiori color porpora chiazzati di bianco. Essa vive spontanea solamente nei boschi della Sardegna e della Corsica, ma viene coltivata perché contiene maggior concentrazione dei principi attivi presenti nella specie spontanea qui da noi.

Tutte le digitali sono velenose.

Famiglia: SAXIFRAGACEAE

Nome volgare: SASSIFRAGA MUSCHIATA

Sinonimo: Saxifraga exarata subsp. moschata (Wulfen) Cavill.

Pianta con stelo più o meno glanduloso o quasi glabro, le foglie sono scavate, allo stato secco, con solchi poco profondi, indivise o ordinatamente divise in 3 – (5) lobi lineari. I petali sono verde giallastro (raramente bianchi, rosa, o porpora scuro), la fioritura avviene tra luglio ed agosto.
La specie è molto comune in tutta la Valle d’Aosta, la si può trovare nei pascoli, sulle rupi o sui ghiaioni.

 

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