GLI AMBIENTI DEL MONTE BIANCO
Il Giardino Botanico Saussurea è una grandissima collezione di specie alpine. Fanno parte, cioè, di una fascia climatica ben precisa: una fascia che comincia dove finiscono gli alberi e finisce dove cominciano le nevi perenni. Lo spazio compreso tra queste linee si chiama piano alpino e, in tutta Europa e addirittura in Nord America o Asia, le specie che lo popolano hanno caratteristiche simili.
Negli ambienti alpini di tutto il mondo, infatti, crescono soprattutto arbusti e piante erbacee perenni, che trascorrono l’inverno sotto la neve e le stagioni calde a pochi centimetri dal suolo.
Il pascolo alpino
Quando gli arbusti piano piano spariscono e lasciano spazio ai prati, inizia il Pascolo alpino. Qui le piante sono poco appariscenti, ma solo in superficie: graminacee e ciperacee nascondono sottoterra fusti e radici lunghissimi, che permettono di superare la siccità e sopravvivere al pascolo degli erbivori. In estate, però, le praterie si accendono di colori: i ranuncoli giallo-oro, le genziane dalle corolle blu, le campanule azzurro-pallide e il trifoglio alpino (Trifolium alpinum), con le sue infiorescenze rosa scuro. E poi, la nigritella comune: una piccola orchidea selvatica dal fiore porporino e odoroso di vaniglia. Una pianta qui molto diffusa è il nardo (Nardus stricta): non essendo molto esigente e avendo foglie coriacee poco gradite dal bestiame, riesce a espandersi maggiormente e in certi casi a dominare sulle altre specie.

Gli ambienti umidi
Dove scorre l’acqua – in superficie, sotto terra o in rivoli nascosti tra le rocce – cresce la flora degli Ambienti umidi. Qui, quando il ghiaccio si scioglie, iniziano a crescere giunchi e carici dagli steli allungati e salici nani dalle foglie tonde, corpose e scure. Verso la fine dell’estate, poi, potresti vedere dei morbidi cuscinetti colorati sulla superficie delle rocce. Sono fiori: gialli quelli della sassifraga autunnale, fucsia quelli del garofanino di Fleicher. Le orchidee, l’erioforo e l’erba cipollina, invece, crescono nei prati umidi, lungo le rive dei torrenti. Ai margini dei laghetti, poi, si trovano due specie dai fiori insignificanti che però a maturità assumono l’aspetto di candidi batuffoli di bambagia: sono l’Eriophorum angustifolium e l’Eriophorum scheuchzeri.

Il Macereto
Al limite delle nevi perenni si trova il Macereto, dove il terreno è scosceso, coperto di detriti e sabbia. Sembrerebbe una distesa inospitale e invece anche qui si possono trovare dei piccoli, coraggiosi angoli di verde. Sono le piante pioniere. Si chiamano così perché sono le prime a colonizzare gli ambienti in cui il nutrimento scarseggia. È una vera e propria lotta contro il terreno e ogni pianta ha le sue armi per vincerla: lunghe radici per ancorarsi o microscopiche foglie a cuscinetto per ricoprire le rocce. Tra le piante che hanno sviluppato un lungo apparato radicale c’è la silene a cuscinetto, anche chiamata pan di marmotta: assomiglia molto a un muschio, ma a differenza sua fiorisce di piccolissimi puntini rosati.

L’alneto
Spostandosi sul versante nord della montagna, si può incontrare uno scalatore, un pioniere dalla forza eccezionale. Cresce senza fatica sul terreno roccioso, regalandogli nutrimento. I suoi rami fittissimi, ricurvi ed elastici (in gergo prostrati) ricoprono i pendii e, in caso di slavine, rallentano la neve sopportandone il peso. Questa pianta si chiama ontano (Alnus viridis) e può arrivare fino a tre metri di altezza. Dal suo nome latino deriva quello dell’ambiente in cui vive: l’Alneto. Sulle radici dell’ontano vivono batteri azotofissatori che trasformano l’azoto presente nell’aria in quello che sta nel suolo, rendendolo ricco di sostanze nutritive, come fosse concimato. Grazie a questo terreno così nutriente, qui riescono a vivere le megaforbie, piante molto sviluppate e dalle foglie grandi.

Il rododendro-vaccinieto
Il rododendro-vaccinieto è il primo ambiente che si incontra quando, salendo una montagna, vengono lasciate alle spalle le foreste di conifere. Mano a mano che larici e abeti si diradano, prendono sempre più spazio i cosiddetti arbusti contorti. Si chiamano “contorti” perché, invece che in verticale, il loro fusto cresce quasi parallelo al terreno e con il peso della neve si piegano incurvandosi. Nel giardino ce ne sono tanti: ginepri, rododendri e mirtilli. Tutti conoscono i mirtilli e sono capaci di riconoscere la pianta soprattutto quando ai suoi rami sono attaccate le famose bacche dolci. Meno noti sono invece il ginepro nano, un arbusto che cresce addossato a grossi roccioni per sfruttare il calore da essi trattenuto, e il rododendro, una pianta sempreverde che cresce su terreni ricchi di humus, preferendo i versanti esposti a nord.
Il Rododendro (Rhododendron ferrugineum) è un arbusto appartenente all’orizzonte degli arbusti contorti: fiorisce a inizio estate e, grazie ai suoi bellissimi fiori rosa-fucsia, rende i versanti delle nostre montagne magicamente dipinti di un intenso colore rosaceo.
La pianta in fiore ricorda le Azalee: le due specie, infatti, appartengono alla famiglia delle Ericacee.

