LE ROCCERE DEL MONTE BIANCO

È una parola poco comune “roccera”, non è vero? Eppure con questo termine si indicano delle semplici aiuole, formate da rocce e terra. Quello che le rende davvero speciali, però, è il loro contenuto. Sono custodi di un ecosistema unico, che permette di passare con un balzo dalla flora della Valle d’Aosta a quella dell’Artide, del Nord America, della Penisola Iberica e di altre zone del pianeta. Pochi metri nei quali potete ammirare piccole specie alpine provenienti da tutto il mondo.

Roccere Valle d’Aosta

All’ingresso del Giardino si trova la flora della Valle d’Aosta, la regione in cui si trova il Giardino e anche la più piccola d’Italia, come si impara alle scuole elementari. Eppure, nonostante il suo territorio rappresenti solo l’un per cento di quello italiano, in questa regione è presente il quaranta per cento della flora nazionale. Imparando i nomi di queste piante e riconoscendo i loro profumi scoprirete che ogni fiore nasconde una storia.

La stella alpina, per esempio, è il simbolo di queste montagne ma arriva da molto lontano: dagli altipiani desertici dell’Asia Centrale. Molti pensano che sia il fiore autoctono più raro, ma non è così. Qui ci sono fiori meno noti, ma ancor più difficili da trovare, come l’Eritrichium nanum, un piccolo non-ti-scordar-di-me delle morene, o il giglio martagone, che molti chiamano riccio di dama per i suoi fiori eleganti e arricciati.
I fiori rari non finiscono qui: girando intorno a questa roccera si possono vedere molte piante degne di nota. La Centaurea triumphetti, che assomiglia a un grosso fiordaliso azzurro di montagna; la Lychnis alpina, che cresce sul pascolo alpino alle quote più elevate; la Lychnis flos-jovis, tipica di ambienti più secchi e che solitamente cresce a quote minori; la Campanula thyrsoidese la rarissima Paeonia officinalis: oggi, in Valle d’Aosta, questa pianta si trova solo in due zone inaccessibili della bassa valle.

Poi ci sono le artemisie. Di una in particolare, l’Artemisia genipi, si può assaporare l’aroma nel genepy: un digestivo alcolico e dolce. Anche la genziana gialla maggiore (Gentiana lutea) ha proprietà digestive, ma bisogna fare attenzione: assomiglia molto al veratro bianco (Veratrum album), che invece è una pianta velenosa. Per distinguerle bisogna fare caso alle foglie, che nellaGentiana lutea sono sempre opposte e distribuite a coppie, con cinque nervature divergenti verso il bordo e mai pelose; il Veratrum album, invece ha foglie alterne, disposte a diverse altezze sullo stelo, le nervature sono numerose e parallele e hanno una fitta peluria sulla parte inferiore. Quando le specie sono in fiore risulta invece molto facile distinguerle: il veratro ha fiori piccoli e verdastri disposti a spirale, mentre la genziana li ha gialli e più grossi, disposti a cerchi concentrici.

Antonio Furingo_rocc valle d'aosta

Roccere Alpi occidentali

Nella roccera della flora delle Alpi Occidentali si può abbracciare con uno sguardo tutta la varietà che abita le montagne più a ovest dell’Italia, dalle Alpi Marittime a quelle di Provenza, passando per le Cozie e le Graie. È qui che cresce l’anemone di Haller.

Appartiene alla famiglia delle ranuncolacee, ma si differenzia dagli altri ranuncoli perché dà vita a un frutto piuttosto insolito e buffo: lo si può osservare nel corso dell’estate e si riconosce dal lungo filamento piumoso. Ai suoi fiori, invece, deve il nome: pulsare in latino significa muoversi dondolando, proprio come fanno quei fiori mossi dal vento dei pascoli alpini.

Alpi Occidentali - Pulsatilla halleri

Roccere Alpi orientali

Il terreno è costituito in buona parte da rocce carcaree, nello spazio dedicato alla flora delle Alpi Orientali. Tra queste c’è una roccia chiara e particolare, la dolomia, che compone un sito montano bello come quello in cui ti trovi adesso: le Dolomiti.

Alcune delle piante presenti in questa roccera sono dello stesso genere di quelle valdostane o delle Alpi occidentali e per questo sono molto simili alle piante nostrane. Altre invece sono delle vere e proprie rarità botaniche: come la wulfenia che è di origine preglaciale. La puoi osservare solo in due posti: qui a Saussurea e nel settore più a est della catena delle Alpi.

Esotiche  (roccere Nord-America, Penisola Iberica ed Eurasia)

Tra le piante che compongono la roccera della flora del Nord America si possono trovare delle somiglianze con altre specie più familiari. Come le bocche di leone, per esempio, o la Dryas drummundii molto simile al camedrio alpino che vive sulle Alpi e ha fiori di colore diverso. In questa roccera si trova un genere di pianta molto particolare: il Penstemon. In natura cosparge di cespugli le catene montuose del nord America: qui si possono vedere i suoi lunghi steli, ricchi di foglie e ricoperti di fiori di colore molto vario.

La flora della Penisola Iberica è molto varia: nelle diverse aree di questa regione, infatti, il clima cambia parecchio e di conseguenza la sua vegetazione. In certe zone forma boschi rigogliosi, ricchi di alberi che perdono le foglie come i roveri, i tigli, i castagni, gli olmi e gli aceri. Ma ci sono anche aree dove si trovano solo piccoli arbusti, erica, felci, ginestre e poche altre piante capaci di resistere a quel clima così arido. Come l’Eryngium bourgatii che si trova soprattutto sui Pirenei e si può osservare anche in questa roccera. La sua famiglia è quella delle apiaceae ed è molto simile a una pianta che per noi è più comune, la regina delle Alpi (Eryngium alpinum). Da luglio a settembre colora la roccera di un blu particolare, contornato da foglie spinose: in greco antico erungion significa riccio e forse è proprio da qui che arriva il nome del suo genere.

Nella roccera dell’Eurasia si possono vedere stelle alpine molto simili a quelle delle Alpi nostrane, che però sono originarie dell’Himalaya, da dove arriva anche una pianta molto particolare, la Potentilla nepalensis: originaria del Nepal, è una delle poche del Giardino ad avere fiori rossi.

roccera nord america

Flora calcicola

Nella roccia tutto sembra immobile, ma è proprio nelle sue profondità che inizia ogni cosa: ciascun elemento interagisce armonicamente con gli altri e definisce l’identità di un’intera montagna. Quella delle Alpi Orientali è formata principalmente da rocce calcaree, cioè ricche di carbonato di calcio: proprio per questo sono abitate soprattutto dalla flora calcicola. Ma piante di questo genere si trovano anche nelle Alpi Occidentali e crescono proprio qui, in Valle d’Aosta. Come il rododendro irsuto, che ha le foglie cosparse di peli. Appartiene allo stesso genere del rododendro ferrugineo – che ha la parte inferiore della foglia color ruggine e cresce sulle Alpi Occidentali – e con lui condivide anche il soprannome di rosa delle Alpi, per via dei fiori color rosa acceso. La differenza? Sta tutta nel terreno che preferiscono: basico e calcareo per il rododendro irsuto, acido per il rododendro ferrugineo. In questa roccera si trovano anche l’Aster alpinus, il Leontopodium alpinum, la Saussurea alpina, altre specie del genere Saussurea e piante di notevole bellezza come la Silene elisabethae, la Minuartia verna che forma un tappeto cosparso di piccoli fiori bianchi.

Zone officinali

Tutte le piante hanno una storia. Ma non solo: nell’infinitamente piccolo delle loro foglie, nei fiori, nei semi, nelle radici e nella corteccia, alcune piante custodiscono un potere officinale. Perché è lì che stanno i principi attivi: quelle sostanze che hanno proprietà naturalmente terapeutiche e che da secoli vengono lavorate dagli speziali e trasformate in unguenti, olii, profumi, tisane, tinture, cosmetici, aromi e medicinali. Nelle roccere delle zone officinali si possono vedere alcune di queste piante. Come la rodiola: da essa si estraggono principi attivi che hanno proprietà idratanti e nutrienti per la pelle. Qui si può osservare la valeriana, che aiuta a equilibrare l’umore e ha fiori di un rosa tenue. Accanto a lei cresce la malva, che invece viene usata per produrre detergenti e dentifrici grazie alle sue proprietà emollienti e antinfiammatorie. Fiori gialli, simili a margherite, indicano la presenza dell’arnica montana. Questi alle proprietà antinfiammatorie uniscono quelle antimicrobiche, antidolorifiche e stimolanti per la circolazione.

L’Imperatoria vera  (Peucedanum Ostruthium) è una specie appartenente alla famiglia delle Apiacee ed è anche una pianta medicinale. La radice ha proprietà digestive, antinfiammatorie ed espettoranti, ma l’uso per via interna deve avvenire con parsimonia.

L’abitudine diffusa tra le persone di montagna di succhiare un pezzetto di radice contro il mal di denti può provocare irritazione gastrica e un diffuso senso di ebbrezza.

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